Infangare ed aggredire non è informazione!
Come Associazione Nazionale Assistenti Sociali (Ass.Nas) informiamo che nella puntata del 1° febbraio, giornalisti della trasmissione Fuori dal Coro non hanno svolto un’azione informativa, ma hanno diffamato l’ASL ed i suoi professionisti.
L’inviato ha effettuato un’intrusione in un ufficio pubblico entrando nel Servizio Età Evolutiva, struttura che si occupa esclusivamente di disabilità in età pediatrica, fornendo interventi di diagnosi, cura e supporto ai minorenni con fragilità. Non si tratta di un servizio deputato alla tutela né tantomeno agli allontanamenti.
A seguito di tale intervento improprio, numerose famiglie stanno ritirando i propri figli dai percorsi di cura, con conseguenze potenzialmente gravissime per lo sviluppo di minorenni più vulnerabili.
Per quanto riguarda il caso specifico citato nella trasmissione, è necessario precisare che i servizi sociali dell’ASL di Mogliano Veneto sono stati ingiustamente screditati. I provvedimenti di allontanamento menzionati sono stati adottati in un’altra regione, prima del trasferimento della famiglia. L’ASL di Mogliano Veneto è venuta a conoscenza della situazione solo successivamente, quando i genitori si sono trasferiti nel territorio, a provvedimento già eseguito.
Le modalità utilizzate dalla troupe televisiva sono state aggressive, irrispettose del contesto e dell’utenza presente. L’accesso è avvenuto in locali nei quali l’ingresso non era stato loro autorizzato, causando un’interruzione di pubblico servizio. Gli operatori sono stati incalzati con toni offensivi e prepotenti per ottenere dichiarazioni di informazioni coperte da segreto istruttorio, segreto d’ufficio e normativi sulla privacy. È doveroso chiarire che:
1- nessun operatore dei servizi sociali può rilasciare interviste o fornire dati sensibili relativi a procedimenti dell’Autorità Giudiziaria.
2- la riservatezza, diritto fondamentale di ogni minore, è stata violata, esponendo professionisti estranei ai fatti e la stessa famiglia a una gogna mediatica priva di utilità per i soggetti coinvolti.
È altresì importante chiarire che i servizi socio sanitari:
operano esclusivamente in esecuzione di ordini dell’Autorità Giudiziaria, adottati dal Tribunale in camera di consiglio in composizione collegiale.
le decisioni si basano su istruttoria approfondita, condotta secondo le garanzie del giusto processo e con il coinvolgimento di tutte le parti.
durante tale istruttoria, i servizi collaborano con altri organi istituzionali individuati dal Giudice, incluse Forze dell’Ordine, per raccogliere tutti gli elementi necessari alla valutazione.
il lavoro dei servizi è regolato da normative nazionali e regionali, linee guida e codici deontologici.
gli operatori agiscono in équipe, con formazione specifica e sotto la supervisione delle strutture di appartenenza.
gli Assistenti Sociali sono tenuti in primis a tutelare i minorenni.
ogni informazione trasmessa all’Autorità Giudiziaria è preventivamente condivisa e validata secondo catena gerarchica
l’unico soggetto titolato a decidere è il Giudice.
I servizi sociali applicano i decreti emessi. La rappresentazione proposta dalla trasmissione ha distorto la realtà, manipolando i fatti e danneggiando l’immagine delle istituzioni e dei professionisti coinvolti, che sono stati oggetto di una strumentalizzazione ingiustificata.
Paola Pontarollo
Presidente Nazionale Assnas